Kin-narah                                   
Allevamento gatto sacro di birmania
                                  


L'importanza del pedigree

Guardando i vari annunci su internet è possibile trovare gatti sacri di birmania in vendita senza pedigree a prezzi irrisori, oppure birmani che vengono venduti senza certificato genealogico ad una cifra, e vengono richiesti 200-300€ in più, per averlo. Si potrebbe pensare di fare un affare, ma non è così!

Comunemente infatti si pensa che il pedigree sia solo un pezzo di carta, e che se si vuole un gattino da tenere in casa, non serve assolutamente a nulla. Non c'è niente di più sbagliato! Il certificato genealogico è la carta d'identità di un gatto di razza, ed oltre ad identificare il micio, è una fonte di garanzia.

Prima di tutto nel pedigree si può vedere la genealogia del proprio sacro di birmania. Questo non è importante solo per gli allevatori, ma anche per i privati, che possono così controllare che non ci sia imbreeding, cioè che i genitori del proprio birmano non siano troppo imparentati fra loro. Accoppiare gatti con parentela, riduce il pool genetico, causando un indebolimento del sistema immunitario, e aumentado la possibilità dell'insorgere di malattie genetiche. Inoltre un allevatore serio conosce bene le linee dei propri gatti, così da sapere se in quelle linee ci sono malattie ereditarie e predisposizioni genetiche.

Negli ultimi anni poi molti truffatori importano cuccioli dall'est di poche settimane e li vendono in italia senza pedigree. Questi cuccioli sono spesso malati e muoiono dopo pochi giorni. Quando invece sopravvivono, i proprietari sono costretti a spendere cifre esorbitanti dal veterinario per cercare di salvarli. Quello che sembrerà di risparmiare all'inizio, verrà poi speso in cure. Con il pedigree in mano voi potete sapere chi è l'allevatore del vostro gatto, quando e dove è nato, così da non incorrere in queste truffe.

È bene inoltre sapere che agli allevatori i pedigree costano 13€, mentre ai privati possono costare al massimo 30€. Non è certo questo che incide sul prezzo di un gatto di razza, che deve sempre includere il costo del certificato genealogico. Se trovate qualcuno che vi chiede soldi in più per avere qualcosa che vi aspetta di diritto, avete di fronte una persona che sta cercando di fregarvi. Spesso queste persone fanno riprodurre gatti senza pedigree, e di conseguenza nemmeno i loro cuccioli l'avranno. Sapendo che i privati spesso non conoscono fino in fondo l'importanza di questo pezzo di carta, offrono il cucciolo ad un prezzo, chiedendo una maggiorazione per avere il certificato genealogico (che non hanno!!), in modo da convincere i futuri acquirenti a comprare un gatto senza pedigree. Ma anche se fisicamente ha tutte le caratteristiche di un gatto di razza, senza pedigree ogni gatto è tale e quale ad un gatto comune. Nessuno pagherebbe 200€ per prendere un micio di strada, perciò allo stesso modo nessuno dovrebbe pagare per un presunto gatto di razza, e senza il certificato genealogico di sicuro non lo è! Se poi è un allevatore a vendere senza pedigree, questo dimostra la sua poca serietà.

Il DLG 529/1992: ART. 51 sancisce che "è consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b),e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.2. É ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale. Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000." Quindi chi vende senza pedigree commette un reato.

È inoltre sempre utile sapere che l'ANFI (associazione nazionale felina italiana) al momento è l'unica associazione ufficialmente riconosciuta dallo stato per la gestione del libro origini in Italia.

Quindi ovunque decidiate di prendere il vostro gatto sacro di birmania, o qualsiasi altro gatto di razza, ricordate l'importanza del pedigree!